Verso un bilancio idrico affidabile del bacino della Pesa

In corso di installazione tre piezometri, strumenti usati per misurare livello della falda sotto il torrente

Quanta acqua viene prelevata dal torrente Pesa? Quale è lo stato di salute delle falde acquifere?

Grazie ad un intervento realizzato nell’ambito del contratto di fiume della Pesa sarà possibile averne maggiore contezza e agire di conseguenza. Si tratta di un progetto molto importante che permette di intervenire con cognizione di causa nella gestione di una risorsa fra le più importanti che abbiamo e che si inserisce nell’ambito degli interventi volti a contrastare l’emergenza climatica.

La Regione Toscana, infatti, ha finanziato al comune di Montelupo il collocamento di tre punti di misura dell’acquifero sotterraneo del Torrente Pesa, collocati rispettivamente a Turbone, San Vincenzo Torri e Calzaiolo, nei comuni di Montelupo, Scandicci e San Casciano Val di Pesa.

Dal Torrente Pesa vengono tolti ogni anno per le necessità idropotabili quasi 6 milioni di metri cubi l’anno di acqua. Acqua di ottima qualità, che necessita di trattamenti minimali prima di essere immessa in acquedotto.

La mancanza di acqua nell’alveo del torrente in estate in bassa valle, stato che si protrae per un periodo che va dai 3 ai 6 mesi ogni anno tra giugno e novembre, è evidentemente segnale che tali prelievi sono insostenibili per l’ambiente naturale. Ad essi poi vanno aggiunti gli usi per scopo agricolo e produttivo, le captazioni domestiche fuori acquedotto e i prelievi illegittimi.

La direttiva UE “Acque” e il Piano di gestione acque (PGA) dell’Autorità di Distretto prevedono che per stabilire il livello di sostenibilità ambientale dei prelievi si abbia a disposizione un bilancio bacino che metta a confronto la risorsa idrica esistente, rigenerante attraverso pioggia e neve, e restituita dopo l’uso attraverso i depuratori, con quella utilizzata.

Ad oggi nonostante l’enorme mole dei prelievi in valle, anche per approvvigionare territori extravallivi come Capraia è Limite, Empoli, e parte della Val d’Elsa, non vi erano nella rete regionale di monitoraggio punti di misura ufficiali della risorsa sotterranea. Da qui l’importanza di questo intervento i cui risultati sono attesi con grande attenzione al fine di misurare la capacità ambientale di valle.

I lavori sono iniziati la scorsa settimana e la durata prevista è di 30 giorni per un valore complessivo del progetto di circa 27.000 euro.

“Non è giusto sacrificare gli ecosistemi alle necessità dell’uomo,” afferma l’assessore all’ambiente Lorenzo Nesi, “e le risorse naturali vanno utilizzate con parsimonia. Anche l’uomo è parte del medesimo ecosistema. Distruggere l’uno riduce automaticamente la nostra possibilità di sopravvivenza”.


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